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IN EVIDENZA

NUOVE REGOLE PER IL RILASCIO DEI CERTIFICATI A PARTIRE DAL 15 SETTEMBRE 2020

In data 15 settembre 2020 è entrato definitivamente in vigore il Decreto Legge n. 76/2020, convertito con Legge n. 120/2020 (noto come Decreto Semplificazioni).

L'art. 30-bis di detto decreto introduce una significativa innovazione in materia di autocertificazioni, imponendole non più soltanto nei rapporti tra cittadino e pubbliche amministrazioni o gestori di pubblici servizi, ma anche nei rapporti tra privati, senza alcuna distinzione.

A partire dal 15 settembre 2020 i privati sono tenuti ad accettare l'autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva.

Una rivoluzione destinata a semplificare la vita dei cittadini che utilizzando anche per i privati lo strumento della dichiarazione sostitutiva disciplinata dal DPR 445/2000 realizza la vera semplificazione quale forma di collaborazione istituzionale tra il pubblico ed il privato.

Qualora il controllo riguardi dichiarazioni sostitutive presentate ai privati di cui all'articolo 2, l'amministrazione competente per il rilascio della relativa certificazione, è tenuta a fornire, su richiesta del soggetto privato corredata dal consenso del dichiarante, conferma scritta, anche attraverso l'uso di strumenti informatici o telematici, della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei dati da essa custoditi.

Pertanto da oggi i privati SONO TENUTI ad accettare l'autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva.

Infatti, mentre prima dell'entrata in vigore del decreto, le autocertificazioni erano possibili solo verso i privati che vi acconsentivano, com'era previsto dall'art. 2 DPR n. 445/2000, adesso allo stesso art. 2 è stata soppressa la condizione del consenso dei privati destinatari dei documenti, aprendo così ad un obbligo generalizzato di accettare le autocertificazioni.

Inoltre, per i privati che intendano effettuare controlli sulle autocertificazioni ricevute, all'art. 71, comma 4 DPR n. 445/2000, è stato abolito l'obbligo di definire appositi accordi con le amministrazioni interessate.

Viene meno quindi la necessità per il cittadino di richiedere certificati anagrafici, fermo restando che gli stessi possono comunque essere richiesti e prodotti (solo ai privati) ma prevedono il pagamento di marca da bollo da 16 euro

Si ricorda che il sistema ANPR, a cui si accede sia tramite la Carta d'Identità Elettronica, che la Carta Nazionale dei Servizi ed anche con lo SPID, consente di consultare i propri dati anagrafici e stampare le seguenti autocertificazioni:

Generalità: nome, cognome, codice fiscale, sesso, luogo e data nascita, estremi di registrazione dell'atto di nascita Cittadinanza

Carta identità: numero, tipo (cartacea o digitale), valida per espatrio o no, data scadenza, Comune rilascio

Matrimonio / Unione civile: dati del coniuge, luogo e data del matrimonio, estremi di registrazione dell'atto di matrimonio, eventuali informazioni su separazione e divorzio

Famiglia anagrafica: elenco dei componenti che formano lo stato di famiglia con il rapporto di parentela rispetto all'intestatario della scheda anagrafica

Residenza / altri recapiti: indirizzo di residenza e decorrenza giuridica (per lo storico di residenza occorre rivolgersi all'Ufficio Anagrafe per avere i dati) Esistenza in vita

PORTALE ANPR

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